venerdì 16 settembre 2016

Che stanchezza!

Mi sento stanca senza aver fatto granché.

Questa è una delle cose che mi fa innervosire maggiormente.
Ieri ho frittellato ed avanti ieri ho fatto dei burrosissimi shortbreads ma tutto qui.

Sono due giorni che non metto il naso fuori di casa se non per la messa di sabato sera.

Non ho voglia di vedere nessuno. Ho soltanto desiderio di starmene rintanata nel silenzio di casa mia a leggere o scrivere o fare dolci senza condividere nulla. Ho bisogno di pace e ordine.
Non  lo so.
Sarà il tumulto che ho dentro.
Vorrei vedere la mia casa perfetta.
Vorrei vedere le pareti bianche.
Vorrei non avere gli spigoli sbrecciati e i tappetini della scala a chiocciola sdruciti.
Vorrei vedere il ripiano della cucina brillante ed i fornelli talmente lucidi da potermici riflettere.
Vorrei un letto col piumone talmente teso da sembrare una tavola ed i cuscini perfettamente sprimacciati.
Vorrei che per tutta la casa aleggiasse un fresco profumo di fiori.
Vorrei vederei miei bambini con le unghie perfettamente pulite. Senza tosse e coi compiti fatti.
Vorrei che mio marito fosse al lavoro, che mangiasse in una mensa apposita e che quando rientra camminasse in punta di piedi.
Meglio ancora che volasse.


Ho voglia di bianco

venerdì 5 febbraio 2016

Primo pit stop fatto. Tutto ok!


E sono passati sette mesi!
Cioè non so se mi spiego: SETTE MESI!!!!!
Per certi versi mi sembra ieri. Per latri una vita fa...
Era il 2 luglio e faceva un gran caldo.
Il giorno della vista, invece, lo scorso 3 febbraio, Milano mi ha accolta con una pioggerellina sottile ed insistente che nelle prime ore del pomeriggio si è trasformata in grandine. Poi finalmente il sole.
Sole... un parolone...
Dei raggi si sono fatti timidamente strada tra la nebbia e le nuvole nere ed il Duomo finalmente mi è sembrato quasi... bello!


Scherzo.
Il Duomo di Milano è unico.
Ma quanto a stile gotico...il mio cuore ormai appartiene da anni a Notre Dame de Paris.
E io sono una persona molto fedele.

Oltre a mia mamma, ho portato con me la mia princess. Desideravo che vedesse il luogo in cui mi recherò nei prossimi anni, ogni sei mesi, per farle capire che nessuno mi fa (ne farà) del male.
Ogni tanto la sofferenza di quei dieci giorni di lontananza forzata riaffiorano nei suoi discorsi e mi si si stringe il cuore.
Questa volta invece ci siamo divertite tanto!!



 



Dopo la visita, abbiamo passeggiato per le vie della città, nonostante il tempo inclemente. 
Abbiamo mangiato al tanto sospirato BURGER KING; 
visto la meravigliosa temporanea di Muchat;preso un te al café del Palazzo Reale ed infine ci siamo immerse capo e collo nel megastore di Zara.
Delirio da saldi....

E' stato bello vederla sorridere e capire che anche per lei il peggio è passato!

lunedì 1 febbraio 2016

Oggi c'è il sole. Tutto bene.

Oggi mi sono alzata con positività. Un'arietta tiepida e confortevole mi ha accolto mentre spalancavo le persiane dopo aver dormito tutta la notte con le finestre aperte per sentire il profumo della sera che scende sulla città quasi deserta.
Mi piace molto farlo.
Ne approfitto quando mio marito non c'è perché ha il turno di notte oppure perché è in viaggio (come stavolta).
Mi piace sentire il rumore del mare, lo "scampanellio" degli alberi delle barche attraccate al porto che dondolando producono una strana ninna nanna e gli stridii dei gabbiani che volano bassi e atterrano sulla banchina per riposare.
Io sotto il piumone, con lo scaldaletto acceso, al calduccio ma con il viso al fresco per respirare la notte.
La mattina mi sveglio decisamente più tonificata.
E così è stato.
Dopo aver sistemato le camere, preparato la colazione e accompagnato la piccola a scuola ripetendo assieme a lei geografia, congiuntivo ed imperativo (per fortuna il grande ormai, in questo, è ostinatamente ed assolutamente autonomo), sono rientrata al volo a casa per la mia sessione di home fitness che ormai accompagna le mie mattine da più di un anno.
Doccetta.
A lavoro.
Prima però ho steso la biancheria e, quindi, sono uscita in terrazzo: signori... che giornata!

Uno spettacolo. Ogni volta che il cielo a febbraio è così  mi viene una gran voglia di fare frittelle.
Ma devo trattenermi perché ora devo lavorare. 
Creditori e (soprattutto) debitori mi attendono...
Magari stasera faccio una torta.
Si, almeno una torta devo farla.
Bello questo "lunedì 1 febbraio". Secondo me porta bene...



sabato 30 gennaio 2016

Sono tornata!

Sono passati più di due mesi... quasi tre.
Sinceramente più volte mi sono avvicinata al pc; ho aperto il blog e ho iniziato a scrivere... ma poi ho cancellato tutto.
Non saprei dire la ragione. Ma è andata così. Anche la produzione dolciaria ha un po' risentito di questo mio stato d'animo...ondivago.
Ciò non vuol dire che non abbia sfornato, eh! non sia mai...
Alla fine posterò un po' di cosette che ho fatto "nelle more" come direbbe un giurista (cosa che sulla carta nonché secondo la targa nuova, affissa proprio ieri accanto al portone del mio studio, sono ancora...).
E poi sono successe tante cose!
Una settimana dopo la festa di compleanno della mia princess sono stata a Milano alla visita di controllo dal chirurgo plastico. Tutto bene.
Però vuole intervenire ancora per migliorare l'estetica e così sono in lista per un altro intervento...
Mi ha detto entro l'estate. Chissà.
Ma a me ciò che più importava era che mi dicesse che potevo riprendere a fare attività fisica liberamente.
Già. Sembra paradossale ma nonostante tutto l'AMBARADAM che è successo... le mie pippe mentali su cibo/ginnastica/grasso/magro/bello/brutto restano integre come e, forse, più di prima.

Ma questo è un argomento che magari tratterò più in là.
Ora non è il momento; sono troppo coinvolta stasera... troppo in bilico. Preferisco soprassedere.

Poi c'è stato Natale, Capodanno... le Feste insomma. Quelle con la "F" maiuscola.
Occasione per stare assieme ma anche per riflettere e fare bilanci.
Lo so, lo so... mai fare i bilanci. Tanto non servono a nulla e poi, per chi è un po' malinconico come me, il risultato non è mai soddisfacente.
Ed infatti se penso a questo anno passato vedo un sacco di cose ma l'aspetto è quello di un centrifugato.
Una poltiglia di cose, fatti, sensazioni... senza capo ne coda.

E più mi allontano e più vedo tutto male, sfuocato.
Normalmente avviene al contrario: osservare le cose a distanza (di tempo o di spazio) porta a vedere l'insieme con maggiore lucidità ed obiettività.
A me no.
A me la "distanza" questa volta sta facendo l'effetto inverso. Anziché "staccarmi", mi aggroviglio sempre di più.
I fatti, le cose, le sensazioni, le paure... mi si attaccano addosso. Come l'impasto delle frittelle: lo levi da una mano e ti si appiccica all'altra.

Ed è sempre più difficile.
Perché almeno "prima" avevo la "scusa" della malattia. Ma adesso? Adesso le persone mi chiedono "tornata al lavoro?".
Giustamente mi dicono "ti trovo bene, dai...".

Ma io invece come sto?
Sono tornata al lavoro?
Ecco... ehm... veramente io...
Devo essere sincera?
Sono in un punto non meglio precisato (né, ahimè, precisabile) di un grosso gomitolo di cui non si trova neppure il bandolo...
Insomma sono in alto mare.

La riva mi pare di scorgerla ma non sono sicura che sia realmente tale o se sia invece il riflesso di qualche nuvola...di passaggio. O anche di un raggio di sole, perché no.
Perché di progetti ne faccio.
Di nuvole che attraversano il mio cielo ce ne sono...
Ma non sono in grado di capire se siano intenzioni concrete o rocambolesche (e più o meno inconsapevoli) vie di fuga da una realtà che non mi appartiene ancora come vorrei.

E così, nelle more, friggo graffe napoletane (senza patate)...



Ecco parte di ciò che ho fatto in questi due mesi... non c'è tutto ma una buona rappresentanza.






























mercoledì 18 novembre 2015

Festa di compleanno della Princess ma il cuore è sempre ballerino..

Il 16 novembre, con un ritardo programmato di 5 giorni, c'è stata la festa di compleanno della mia bambina: 9 anni. Erano settimane che ci lavoravo su affinché riuscisse come lei desiderava e, spero, sia stato così, Il tema era New York e il glamour.
E' stato divertente...alla fine.
Inizialmente ero un pò preoccupata perché avere 17 bimbe scatenate in uno spazio contenuto dopo 8 ore trascorse in classe poteva essere esplosivo. Ma invece è stato davvero bello e divertente!
Io al termine ero alla frutta ma... felice.
Il fatto è che non ho più le energie di prima. Mi stanco molto più in fretta e, quando sono stanca, tutto mi sembra impossibile.
La base della torta l'ho fatta...quattro volte!
La prima (che era una prova) è venuta benissimo. Poi quando l'ho fatta per...farla, le 10 uova si sono ammutinate e non hanno montato per nulla...
La terza volta è venuta benissimo. Bella alta, soffice. Ma quando l'ho inumidita con la "bagna" di acqua zucchero ed arancia, per paura che rimanesse asciutta, l'ho letteralmente INZUPPATA tanto da renderla inutilizzabile (impossibile ricoprire con pasta di zucchero una torta che...fa acqua da tutte le parti"!).
Al quarto tentativo è andata. 40 uova in tutto. Senza contare la torta più piccola per il "secondo piano": per fortuna quella è venuta perfetta anche al secondo round e, memore dell'errore..., non l'ho inzuppata.
Entrambe le ho farcite a due strati con due farciture diverse: crema/panna montata e gocce di cioccolato fondente uno strato e crema di mascarpone/zabaione/panna montata e gocce di cioccolato per l'altro. E poi mi sono sbizzarrita nella decorazione.
Ma dopo metto le foto...

Sono state giornate in cui ho pensato tanto.
Per questo non ho scritto nulla.
Avevo quasi timore di mettere nero su bianco il turbinio di emozioni che mi si avvicendavano dentro.
Anche perché mia madre e mio marito hanno detto in giro di questo mio blog.
E mi sono bloccata.
Prima mi sentivo nell'anonimato, come se scrivessi su un diario segreto. Ora mi sento...scoperchiata!
Lo so, lo so... è assurdo.
Un blog è per definizione un luogo aperto a tutti, creato proprio per confrontarsi...
Ma io pensavo che sarebbe stato letto (peraltro FOOOOORSE)  da persone lontane e sconosciute.
Invece il pensiero improvviso che possano leggerlo persone che mi conoscono e mi vedono...
è un pò come se mi venisse levata via la maschera che indosso ogni giorno del "si, si sto bene" per rivelare come sto realmente.
Un pò maluccio...
Ma chissà. Forse l'effetto terapeutico che da il titolo al mio blog starò proprio in questo...svelarsi, piuttosto che nello sfornare dolci.
Non lo so.
La strada è lunga.
E non è in discesa!
work in progress!!

secondo piano piazzato!

secondo piano decorato... si continua

FINITA!

Torta di prova: la prima volta!




martedì 27 ottobre 2015

Non posso sfornare. Non ho il tempo

Oggi non ho il tempo per fare nulla di quel che mi piace fare.
Il lavoro (professionale e domestico) mi inghiottono e mi viene una voglia irresistibile di scappare via.
E' da stamane che sento un qualcosa dentro muoversi, dapprima lento e poi via via sempre più veloce.
Sembra che spinga per uscire.
Ma siccome non so cosa sia, né che danni possa fare, lo tengo a bada. Non si sa mai.
Mentre pranzavo, da sola perché ancora nessuno era rientrato (chi da scuola, chi da lavoro), facendo zapping qua e la alla tv, mi sono imbattuta in un episodio di Parenthood V, un serial americano che narra delle vicissitudini di una famiglia con tanti fratelli tutti diversi, per temperamento e scelte di vita, e delle rispettive famiglie...
In questo episodio alla moglie del fratello "più saggio e posato" hanno diagnosticato un tumore al seno e deve essere operata. Niente mastectomia ma soltanto l'asportazione del piccolo tumore e del linfonodo sentinella.
Tutta la famiglia le si stringe attorno: genitori, figli, nipoti, cognati e cognate... anche il marito. Sembra debba affrontare un qualcosa di immenso.
L'intervento va bene ma dall'esame di quanto prelevato rilevano una piccola metastasi al linfonodo ed una particolare malignità delle cellule tumorali e le consigliano la chemioterapia.

Anche il mio tumore era aggressivo. E molto esteso. A me hanno tolto tutto il seno perché era impossibile asportare unicamente il tumore: 8 cm di cui 1/3 infiltrante.
Due linfonodi asportati: uno con micrometastasi. L'altro sano.
Non hanno voluto prescrivermi la chemio (anche se era decisamente nell'aria) ma una terapia che mi ha mandato in menopausa all'età di 41 anni e iniezioni e pasticche di inibitori dell'aromatasi per 5 anni.
Gli estrogeni che girano nel mio corpo devono essere annientati.
Poi si vedrà.
Qui a Sassari mi hanno detto che sono altissime (se non certe) le probabilità che anche il seno sano venga colpito. tanto è vero che avrebbero voluto togliermeli entrambi contemporaneamente.
A Milano hanno optato per una via più conservativa.
Staremo a vedere, dicono. Non è detto... faremo i controlli...

Eppure nonostante tutto questo mi sento ancora in dovere di dire "sto bene, sto bene".
Tutto ok.
Tutto passato.
Si, si.
Tutto passato.
Adesso c'è soltanto il brutto ricordo.
Si, si.
L'importante è poterne parlare.
Bisogna guardare avanti.
Si, si.
Tutto bene.


Ma forse tutto bene non va.
Forse tutto bene non va se quando mi sdraio di lato mi sento un pallone schiacciato sotto l'ascella.
Forse non tutto va bene se quando mi guardo allo specchio (col quale non ho mai avuto un gran rapporto) e vedo... quel che vedo, vorrei riavvolgere il nastro e ritornare a quando...
A quando?
Sono confusa.
Ma vorrei riuscire ad essere come quella del telefilm: vorrei credere che quello che sto passando e che ho passato è una cosa seria; ma il mio senso di inadeguatezza e la rabbia che provo non me lo consentono.
E così mi sento soltanto una bambina viziata che non riesce a rimboccarsi le maniche e che si crogiola nel suo malessere senza reagire.

Anche adesso mentre scrivo: sento che il seno mi tira. Che il muscolo è teso e che dovrei cancellare tutto quello che ho scritto perché sbaglio a lamentarmi.
Sono viva, no?
Volendo, posso fare qualunque cosa, no?

Meglio salvare e spegnere prima che quella cosa che da stamattina si agita dentro me non decida di fare un salto fuori.
E, giuro, non so proprio cosa sia.



lunedì 26 ottobre 2015

Compleanno ed onomastico del consorte: quando ogni scusa è buona.

Il 20 ottobre scorso era il compleanno ed il 24 ottobre l'onomastico. Di mio marito.
Quale scusa migliore per sfornare altri innalzatori di glicemia?
E così è stato.
Per il compleanno ho provato con una torta pannosissima con fragole. Di quelle tutte sbilenche ma che fanno molto shabby chic.
Per l'onomastico ho sperimentato la Mud cake (torta di fango) che ho farcita con crema chantilly classica e kiwi fresco e ricoperta con ganache al cioccolato fondente e...biscottini alitalia portati da mio papà di ritorno dalla Francia.
Una bomba.
Non solo per il gusto ma anche per l'apporto energico: soltanto starle vicino fa innalzare l'insulina!
Ma ne avevo bisogno.
Mi sto anche cimentando nella preparazione del bozzetto per la torta di compleanno stile NY che mi ha chiesto la mia adorata bambolina. Vediamo un pò.
Peccato che dentro di me non vi sia nè panna, nè fragole, ne kiwi fresco.
Forse sarei più serena.
Dentro di me deve esserci un composto piuttosto contorto fatto di 1/4 di paura, 1/4 di tristezza, 1/4 di stanchezza ed 1/4 di voglia di buttare tutto all'aria.
Strano che ancora non mi sa uscito del fumo dalle orecchie... perchè sento tutto ribollire.
plof plof plof.

Ieri notte mentre cercavo invano di addormentarmi (nonostante mi sentissi stanca da morire), con gli occhi chiusi, cercavo di pensare a qualcosa che mi facesse stare bene; qualcosa che mi...calmasse.
Ma l'unica immagine che mi passava continuamente era quella di un fiore che sboccia ma al contrario.
Non so se riesco a spiegarmi: presente quei filmati, accelerati, di fiori delicatissimi che da bocciolo, piano piano si aprono e allungano i loro petali al sole?
Provando a guardarlo al contrario cosa ne verrebbe fuori? Un fiore che si chiude in senso stesso, si increspa sino a sparire tra le foglie....
Ecco: questa era l'immagine che continuava a pararsi davanti ai miei occhi, chiusi.
Come quando si da fuoco ad un foglio di plastica che si raggrinzisce tutto sino a diventare una pallina dura e nera.
Insomma una sensazione di avviluppamento.
Va così.
A parte impastare dolci e vederli crescere dentro il forno per poi prendere forma e colore con creme e decorazioni... E' da qualche mese che l'unico desiderio che ho è quello di raggomitolarmi su me stessa stretta stretta e dormire. Senza dover dire nulla, giustificarmi di nulla, pensare a nulla.

Ma la vita va avanti e non si può.
Ieri a tavola, durante la cena, ho proposto uno sciopero da mamma e moglie per questa settimana.
Mi hanno guardato tra il preoccupato e lo scherzoso.
L'unica che mi ha preso sul serio è stata la mia piccola bambolina che mi ha dato subito la sua approvazione.
E stamane quando, dopo averli svegliati, ho detto loro che la colazione era già pronta, la mia principessina mi ha guardato sorpresa e mi chiesto: "E lo sciopero?".
Allora l'ho abbracciata forte forte, le ho baciato le guanciotte morbide ed ancora calde di sonno e le ho detto che dall'amore per i figli non si va mai in vacanza, né si fa sciopero.

Anche quando tutto sembra impossibile ed anche vestirsi e guardarsi allo specchio diventa un'impresa ciclopica.
Quest'ultima cosa, però, non gliel'ho detta.

pannosissima torta sbilenca

compleanno pannoso

panna dentro panna fuori panna dappertutto!
morbidosa...


MUD CAKE ignuda
Biscottini Alitalia...

Mud  cake farcita e decorata