venerdì 24 febbraio 2017



Sempre ripescando dal baule dei ricordi dolciari, sono saltate fuori queste.
Quelli in alto sono dei tentativi di bignè alla crema. A me sono venuti giganteschi...


Più in basso invece c'è la torta più basic mai fatta per un compleanno:
il ciambellone allo yogurt per il papà/nonno salutista.




Questa in basso è la torta pochette stile Chanel con trucchi in PDZ annessi realizzata per il mini compleanno di Filli: una sola amichetta e tante zie!






Infine un torta de menjar blanc (non perché l'ho fatto io...) davvero sublime!



Un occhio all'album dei ricordi dolciari:

Torta di compleanno di Lello:
pan di spagna aromatizzato al limoncedro (non è un errore: proprio LIMONCEDRO direttamente dall'albero del giardino di mia zia) con una valanga di crema chantilly e frutta fresca.








Quel giorno con mio marito avevamo avuto una discussione piuttosto intensa.
Non nego che data la quantità abnorme di panna presente nella torta... ne avrei volentieri fatto un uso improprio. 










Ma i bambini non erano d'accordo...





Normalmente al saluto  "come stai?" di getto si risponde "tutto bene".
Al limite c'è che si spinge in un "non male" o addirittura, i più creativi, in un "non mi lamento".
Ma in realtà come ci sentiamo? Intendo: riflettiamo effettivamente su come stiamo in quel momento?
A me ogni volta che mi si chiede come sto mi prende un moto interiore simile all'ansia da interrogazione "o mammamia come sto? -  penso - devo dire la verità? o la butto lì con un generico "mmmhhh... bene grazie"?
Giuro. Sempre, sempre così. 
Una domanda così...banale mi getta ogni volta in uno stato di confusione emotiva che, ovviamente, celo dietro un sorriso perché mi rendo conto che metterei alquanto in imbarazzo il mio interlocutore se iniziassi a tergiversare biascicando parole prive di senso e frasi sconclusionate.
Il fatto è che non so come sto.

Se parliamo di salute, dopo gli ultimi scossoni non credo che l'assenza di dolori qua e là sia sinonimo di benessere. Al contrario: è quando sei asintomatico che ti devi preoccupare di più. E' la calma prima della tempesta.

Se parliamo di "lavoro" inteso come "realizzazione professionale", preferirei sempre glissare e chiedere se c'è la domanda di riserva.

Se parliamo di famiglia, lo stato d'animo relativo ha talmente un andamento ondivago che per poter rispondere onestamente mi si dovrebbe fare la domanda "come stai" ogni cinque minuti e  la risposta sarebbe sicuramente sempre diversa.


Se poi parliamo di divertimento...: non parliamone per favore mi sento già a disagio.

Sarà la cura ormonale che mi sta mettendo sottosopra il cervello (già peraltro compromesso di suo ormai da tempo)?
Oppure sono i sintomi di una precoce quanto ineluttabile vecchiaia? 
Di sicuro c'è che ho dei vuoti di memoria spaventosi. 
Mi devo scrivere tutto. Tutto. Tutto.
Per fortuna ho imparato (più o meno) ad usare l'agenda dell'iphone così ci appunto sopra qualunque cosa. Anche "respirare lentamente", altrimenti vado in apnea.
Quando devo necessariamente memorizzare un numero, un indirizzo o (orrore!!!) un percorso per raggiungere un determinato luogo, entro in panico e, se non ho un pezzetto di carta, piuttosto che fare affidamento sulla mia memoria, me lo incido con le unghie sulla pelle.
Insomma, non so se riesco a spiegarmi...
Mi sà che fare i dolci non mi basta più.



martedì 8 novembre 2016

Dovrei fare più di una torta perché sta arrivando il compleanno di Filli ma non ho voglia neppure di alzarmi dalla sedia.
Mi sento le braccia stanche e la testa vuota.
Sono seduta qua davanti al mio pc e dovrei lavorare ma non riesco a concentrarmi.
Mi sento un tremolio dentro che conosco bene...mannaggia.

E' paura.
Paura di non farcela ad affrontare da sola il futuro.
Paura di prendere consapevolezza che la vita non è sempre come la si è immaginata e che non sempre si può essere ciò che si pensava di poter essere.
Che contorta...
Basta, Meglio non arrovellarsi troppo che poi l'ansia aumenta invece di scemare.
Certo non è utile neppure ficcare la testa sotto la sabbia e far finta di stare bene... ma così non va.
Non scrivo più perché non mi sento bene

venerdì 16 settembre 2016

Che stanchezza!

Mi sento stanca senza aver fatto granché.

Questa è una delle cose che mi fa innervosire maggiormente.
Ieri ho frittellato ed avanti ieri ho fatto dei burrosissimi shortbreads ma tutto qui.

Sono due giorni che non metto il naso fuori di casa se non per la messa di sabato sera.

Non ho voglia di vedere nessuno. Ho soltanto desiderio di starmene rintanata nel silenzio di casa mia a leggere o scrivere o fare dolci senza condividere nulla. Ho bisogno di pace e ordine.
Non  lo so.
Sarà il tumulto che ho dentro.
Vorrei vedere la mia casa perfetta.
Vorrei vedere le pareti bianche.
Vorrei non avere gli spigoli sbrecciati e i tappetini della scala a chiocciola sdruciti.
Vorrei vedere il ripiano della cucina brillante ed i fornelli talmente lucidi da potermici riflettere.
Vorrei un letto col piumone talmente teso da sembrare una tavola ed i cuscini perfettamente sprimacciati.
Vorrei che per tutta la casa aleggiasse un fresco profumo di fiori.
Vorrei vederei miei bambini con le unghie perfettamente pulite. Senza tosse e coi compiti fatti.
Vorrei che mio marito fosse al lavoro, che mangiasse in una mensa apposita e che quando rientra camminasse in punta di piedi.
Meglio ancora che volasse.


Ho voglia di bianco

venerdì 5 febbraio 2016

Primo pit stop fatto. Tutto ok!


E sono passati sette mesi!
Cioè non so se mi spiego: SETTE MESI!!!!!
Per certi versi mi sembra ieri. Per latri una vita fa...
Era il 2 luglio e faceva un gran caldo.
Il giorno della vista, invece, lo scorso 3 febbraio, Milano mi ha accolta con una pioggerellina sottile ed insistente che nelle prime ore del pomeriggio si è trasformata in grandine. Poi finalmente il sole.
Sole... un parolone...
Dei raggi si sono fatti timidamente strada tra la nebbia e le nuvole nere ed il Duomo finalmente mi è sembrato quasi... bello!


Scherzo.
Il Duomo di Milano è unico.
Ma quanto a stile gotico...il mio cuore ormai appartiene da anni a Notre Dame de Paris.
E io sono una persona molto fedele.

Oltre a mia mamma, ho portato con me la mia princess. Desideravo che vedesse il luogo in cui mi recherò nei prossimi anni, ogni sei mesi, per farle capire che nessuno mi fa (ne farà) del male.
Ogni tanto la sofferenza di quei dieci giorni di lontananza forzata riaffiorano nei suoi discorsi e mi si si stringe il cuore.
Questa volta invece ci siamo divertite tanto!!



 



Dopo la visita, abbiamo passeggiato per le vie della città, nonostante il tempo inclemente. 
Abbiamo mangiato al tanto sospirato BURGER KING; 
visto la meravigliosa temporanea di Muchat;preso un te al café del Palazzo Reale ed infine ci siamo immerse capo e collo nel megastore di Zara.
Delirio da saldi....

E' stato bello vederla sorridere e capire che anche per lei il peggio è passato!

lunedì 1 febbraio 2016

Oggi c'è il sole. Tutto bene.

Oggi mi sono alzata con positività. Un'arietta tiepida e confortevole mi ha accolto mentre spalancavo le persiane dopo aver dormito tutta la notte con le finestre aperte per sentire il profumo della sera che scende sulla città quasi deserta.
Mi piace molto farlo.
Ne approfitto quando mio marito non c'è perché ha il turno di notte oppure perché è in viaggio (come stavolta).
Mi piace sentire il rumore del mare, lo "scampanellio" degli alberi delle barche attraccate al porto che dondolando producono una strana ninna nanna e gli stridii dei gabbiani che volano bassi e atterrano sulla banchina per riposare.
Io sotto il piumone, con lo scaldaletto acceso, al calduccio ma con il viso al fresco per respirare la notte.
La mattina mi sveglio decisamente più tonificata.
E così è stato.
Dopo aver sistemato le camere, preparato la colazione e accompagnato la piccola a scuola ripetendo assieme a lei geografia, congiuntivo ed imperativo (per fortuna il grande ormai, in questo, è ostinatamente ed assolutamente autonomo), sono rientrata al volo a casa per la mia sessione di home fitness che ormai accompagna le mie mattine da più di un anno.
Doccetta.
A lavoro.
Prima però ho steso la biancheria e, quindi, sono uscita in terrazzo: signori... che giornata!

Uno spettacolo. Ogni volta che il cielo a febbraio è così  mi viene una gran voglia di fare frittelle.
Ma devo trattenermi perché ora devo lavorare. 
Creditori e (soprattutto) debitori mi attendono...
Magari stasera faccio una torta.
Si, almeno una torta devo farla.
Bello questo "lunedì 1 febbraio". Secondo me porta bene...